dall’altra parte del mondo…

dove le lacrime corrono, il sole stranamente è presente tutti i giorni accompagnato da un vento caldo, tutto per non permettermi di dimenticare

dimenticare il caldo di uno sguardo, il caldo che accompagna chi in questo momento vive in un caldo altro da qui, altro da me, altro da noi

famiglia di piccoli animali poco domestici, difficilmente addomesticabili da questa vita aspra e ingrata, ostinata nel sottoporci a prove, stupide, stupide prove, per provare cosa?

Ora esco vado nel mio piccolo piccolissimo giardino quasi abbandonato a nutrire piccoli e grandi pennuti che urlano di gioia (spero) quando solo sentono la mia voce, per pochi grani di cibo… per seguirmi in giro mentre taglio piccoli rami, raccolgo foglie per coprire piccole piante riparandole dal gelo, che per ora è solo sceso nel mio cuore, ma fra poco arriverà a mordere la terra, pungere la pelle, ghiacciare la superficie dello stagno.

Le mie due Oche Giulia e Diego, cercano sempre di mordermi quasi per farmi sentire ancora viva, mi sorprendono e poi scappano, in effetti riescono a farmi scaturire una rabbia selvaggia che per fortuna si esprime qua fuori scavando nella terra per aggiungere nuovi ellebori e viole del pensiero che fioriranno anche se nevicherà, la terra sotto le unghie mi da fastidio ma la sensazione meravigliosa di sentirla tra le mani ripaga, quel piccolo pezzetino brullo che improvvisamente diventa fiorito poi è la vera ricompensa, Diego mi segue mi osserva e fa piccoli commenti… forse suggerisce e io cerco di capire ma…

In questi giorni, ormai settimane, la solitudine è diventata insidiosa, è sempre presente, mi ha rubato il sonno, i desideri, mi sta annerendo il futuro, ma soprattutto il presente.

Ho dei momenti in cui non riesco a credere di aver avuto dei momenti condivisi, carichi di luce e di voglia di esistere, dove la fatica era quasi un piacere… E dove la vita era sospesa ma con un significato, l’attesa!

Ora mi trovo davanti tutte le cose sospese, e la domanda… e adesso?

Tutto mi è stato tolto tutto, nemmeno la possibilità di un sostegno, un ascolto.   Improvvisamente mi sembra che la mia vita, questa sciocca vita in una casa che non è una casa di campagna, che non è un luogo di condivisione, che non è un luogo ‘a posto’, che non so più a che serve, dove tutto è così inutile e vuoto di significato, ma anche proprio di me e non solo… sia definitivamente sospesa!

Ho taciuto i problemi, ho incoraggiato, ho sostenuto, ho fatto in modo di non essere pressante, di stare in un angolo, di stare chiusa nella bustina di tela legata ad un filo a mollo in un acqua non abbastanza calda da produrre un buon the, ma solo in grado di imbrunire l’acqua senza dare nessun sapore…

Ho trovato questo angolo dove, con molta cautela scrivo cose che ‘non devono ferire’, sennò…

Ma io per quale ragione mi trovo in questa situazione?

Ma io…

Perchè non sono presa in considerazione, i miei bisogni, desideri, sogni, errori,

ho cambiato il letto, ne ho preso uno più grande, che sciocca,

ho una scatola di piatti nuovi, potrei tirarli contro il muro uno al giorno, o forse tutti insieme, servirà?

Quando si dice che basta una parola a volte … una parola… invece di questo silenzioso baccano assordante,

una parola

ho passato anni ad aspettare una parola

ho pianto guardando stelle brillanti aspettando una parola

non avrei immaginato, eppure  ho una discreta immaginazione, ma non sono arrivata a tanto, trovarmi ancora e ancora e ancora in questo buio

tanto io ce la faccio, sono forte, intelligente, piena di risorse

qua una parolaccia ci starebbe, ma ho deciso di no, troppo facile, non le userò

stanca sono stanca tanto stanca, vorrei dormire, vorrei riposare,

vorrei…

non sono più capace di usare questo verbo, cosa vorrei adesso?

Non lo so

Come è successo che ho creduto di essere capita, di capire, di avere una ‘intesa’

E ancora, ho giustificazioni nella testa, ho perdoni possibili, ancora…

che diamine!

Che cosa è successo?

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